IL
MANIFESTO DEL PARKOUR
Dalle necessità
riscontrate in diversi anni di pratica, di insegnamento e dalle numerose
frequentazioni di raduni nazionali e internazionali, Momu, Rhizai, Milan Monkeys
e ParkourWave hanno redatto il seguente manifesto italiano del parkour.
I gruppi redattori del manifesto sono composti da istruttori italiani affiliati
a Parkour Generations che riconosce e sostiene il seguente Manifesto
e la creazione di un gruppo unito e serio per l'insegnamento e divulgazione del
Parkour in Italia.
CHI
1. Il Manifesto unisce e rappresenta diverse realtà (associazioni e gruppi
informali) che insegnano e/o praticano la disciplina del Parkour sul territorio
nazionale.
2. Il Manifesto intende promuovere il Parkour come metodo di allenamento
psicofisico finalizzato al superamento degli ostacoli e alla scoperta di nostri
limiti ma anche come una forma d’arte e di espressione del corpo e del proprio
essere.
3. Per sottoscrivere il Manifesto è necessario riconoscere personalmente e come
gruppo/associazione questo documento e quindi i cardini del Parkour: la storia
della disciplina, fondatori e referenti, definizioni e condivisione dei valori.
4. E’ fatto obbligo a chiunque intenda sottoscrivere il Manifesto e abbia
intenzione di insegnare Parkour (o stia già insegnando), di possedere una
certificazione ADAPT di livello 2 (almeno una per gruppo), come disposto dai
fondatori.
COSA
5. Lo scopo del Manifesto è di promuovere la qualità dell'insegnamento del
Parkour in Italia, radunando tutti i gruppi che con serietà e professionalità
intendano promuovere una pratica consapevole e/o insegnare direttamente la
disciplina.
6. Uno degli intenti del Manifesto è di arginare il fenomeno degli istruttori
incompetenti e la divulgazione impropria e pericolosa.
7. Il Manifesto nasce anche per cercare di tutelare l'immagine pubblica del
Parkour in Italia ed evitarne la mercificazione.
DEFINIZIONI
8. Il termine Parkour viene per praticità utilizzato per descrivere nell'insieme
l'arte del movimento.
9. Il primo nome coniato (dagli Yamakasi) per descrivere la disciplina è stato
Art du Deplacement (arte dello spostamento, ADD). Poi, nel 1998 nasce la parola
Parkour, introdotta da David Belle, che si focalizza sull'efficienza nello
spostamento ed assume un punto di vista utilitaristico ed essenziale. Nel 2003,
in occasione del documentario "Jump London" con Foucan, viene utilizzato per la
prima volta il termine Freerun, oggi utilizzato per sottolineare il fine
estetico della disciplina.
10. La disciplina, comunque la si voglia chiamare, ha come scopo di
padroneggiare il proprio movimento nello spazio. Trovare il fine di tale
padronanza è compito lasciato ad ogni praticante.
STORIA E REFERENTI
11. Si riconosce come documento fondamentale e ufficiale, al fine di comprendere
e tramandare la storia della disciplina,
"Parkour History" scritto da Dan Edwardes.
12. Si riconosce come referenti per l’insegnamento della disciplina Parkour
Generations e ADD Academy, gruppi che annoverano tra le loro fila alcuni tra i
fondatori del parkour.
13. L’unico organismo riconosciuto a formare un istruttore di parkour è Parkour
Uk che può rilasciare la certificazione ADAPT (Art du Deplacement And Parkour
Teaching).
VALORI
14. Si individuano i tre pilastri come estrema sintesi delle fondamenta della
disciplina: qualità essenziali necessarie ad ogni praticante.
-Forza: fisica (controllo, velocità, solidità, resistenza, esplosività) e
mentale (perseveranza e determinazione)
-Tocco: sensibilità, consapevolezza, efficacia (ma anche equilibrio,
propriocezione, precisione, visione, creatività)
-Spirito: disciplina, focus, umiltà, tensione all'automiglioramento, coraggio,
rispetto
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SOTTOSCRIZIONE
Tutte le realtà e gruppi informali che praticano in Italia posso sottoscrivere
il manifesto accettando ogni suo punto e impegnandosi a rispettare la natura e
gli intenti del manifesto stesso allo scopo di preservare una pratica corretta
basata su: Storia, Referenti, e Valori.
Le associazioni e gruppi informali che già insegnano possono sottoscrivere il
manifesto, nel rispetto integrale di esso e in particolar modo del punto 4 del
manifesto stesso. Questo allo scopo di poter costituire un coordinamento che
operi per la tutela di un insegnamento di qualità sul tutto il territorio
nazionale.